12 COSE DA NON DIRE MAI AI GENITORI CHE HANNO PERSO UN FIGLIO


Quale sia stata l'età gestazionale nel caso in cui la tragedia sia successa durante la  gravidanza oppure quale sia stata l'età del bambino quando è successo non ha alcuna importanza: il dolore che si prova è totalizzante in ogni caso. 
In questo articolo tratteremo un argomento molto delicato, ovvero: come comportarsi nei confronti di due genitori che hanno subito la perdita del proprio amato bambino.

1. Sei giovane, "Ne farai un altro"

Questa è una delle frasi che i genitori che hanno perso un figlio si sentono dire più spesso.
Oltre a sminuire in maniera molto superficiale la perdita subita, getta i genitori in uno sconforto profondo. A prescindere dalla causa, quando si perde il proprio bambino crollano diversi punti fermi, primo tra tutti la fiducia in ciò che il nostro corpo è in grado di creare e si insinua il terrore che deriva dall'essere stati completamente impotenti rispetto a tutto quello che è successo. I sogni ed i progetti per un futuro radioso vanno totalmente in frantumi e il viaggio in cui ci si incammina per ricostruire la propria vita è lungo e pieno di muri da sfondare. Consigliare di "farne un altro", al pari di andare avanti, di andare oltre e di chiudere questo capitolo in un cassetto significa, per i genitori, privare quel bambino della dovuta importanza e del dovuto rispetto.
Non potete sapere, infine, quali siano le cause che hanno portato alla perdita. Se ci sono stati dei problemi durante la gravidanza, dicendo quella frase, non farete altro che far sentire la Mamma terribilmente "difettata" e scatenerete il terrore che il tutto possa ripetersi, senza averne alcun controllo.


2. "Almeno non lo hai conosciuto"

Perdere un figlio durante la gravidanza, dopo pochi mesi dalla nascita oppure a 30 anni è doloroso allo stesso modo. In tutti i casi si perde non solo la persona più amata al mondo, ma anche ogni desiderio di felicità connesso a quella vita che si è spenta. Con il bambino non abbiamo solo perso l'amore della nostra vita, ma anche, completamente, la fiducia nella vita e nel futuro.


3. "Non si poteva neanche considerare un bambino"

I genitori diventano un Papà e una Mamma appena "incinti". Anzi, si diventa genitori già quando quel bambino lo iniziamo a desiderare e a cercare perchè modifichiamo le nostre vite animati dal desiderio di accoglierlo, di prenderci cura di lui e iniziamo ad amarlo molto, molto prima di vederlo per la prima volta.


4. "Si vede che era difettato"
    "Meglio morto che una vita con un figlio handicappato"

Non ci sono parole per questa incredibile mancanza di tatto. Se ci fossero state delle disabilità non avrebbero reso meno prezioso il dono di avere la possibilità di passare del tempo con il proprio bambino. 
La vita dei genitori con un figlio con disabilità è incredibilmente difficile ed uno dei motivi per cui lo è, è proprio fare una distinzione tra chi rientra in uno standard e chi no. 


5. "Si vede che doveva andare così"

6. "Dio prende i fiori più belli"
    "Dio dà fardelli a chi sa portarli"

Non è una consolazione nè il destino, nè la religione. Anzi, nel crollo che caratterizza il lutto, il primo punto fermo a crollare è proprio questo: tutto ciò in cui si ha sempre avuto fiducia.


7. "Stai pagando qualche peccato, è per questo che tuo/a figlio/a è morto/a" 

Per quanto sia incredibile, ci si sente dire anche che quello che è capitato sia frutto del karma, del destino, delle costellazioni parentali e dei legami con antenati che avrebbero commesso non si sa quali peccati che stiamo personalmente pagando e che dovremmo indagare per "pulire" il nostro albero genealogico.
Senza entrare nel merito dell'argomento, una frase simile non fa che appesantire la sensazione intollerabile di impotenza che pesa sul cuore dei genitori che hanno perso un figlio.


8. Non chiedere mai come sta il Papà

Dobbiamo riconoscere ai Papà il diritto di piangere e di soffrire per la perdita del proprio bambino.
Troppo spesso i Papà vengono rinchiusi nel cliché dell' "uomo forte", così facendo le loro emozioni passano irrimediabilmente in secondo piano, in modo completamente ingiusto, e gli si toglie la possibilità di vivere in maniera libera ciò che provano. Bisogna quindi riconoscergli la pari genitorialità perchè un figlio è sempre frutto dell'amore di entrambi i genitori.
A questo proposito, vi invito a leggere questo post: 18 novembre - Sotto le catastrofi, anche i pilastri cedono.


9. Non parlarne mai per paura di scatenare il dolore

Ebbene: non è possibile dimenticare, neanche volendo. Anzi, avere la libertà di poter esprimere i propri sentimenti e poter parlare liberamente del bambino fa bene al cuore ed è di grandissimo aiuto nell'elaborazione del lutto.


10. Comportarsi come se non fosse successo niente

Relazionarsi ai genitori come se quello che è successo sia un episodio isolabile da ciò che è "la vita adesso" è sbagliato. Quello che è successo ci ha cambiato nel profondo ed aspettarsi che le dinamiche relazionali siano le stesse di sempre significa commettere un grande errore e sottovalutare una situazione di dolore inaffrontabile. Questo atteggiamento il più delle volte ferisce i genitori che hanno perso un bambino e hanno bisogno di ricostruire nuovamente, da zero, la loro nuova vita dopo la perdita.


11. "Io al posto tuo sarei morta"

Purtroppo non si muore con loro.
Ogni genitore ha impresso nella propria mente l'esatto istante in cui il cuore del bambino si è fermato, mentre il loro ha continuato a battere. E maledirà la vita ogni giorno per essere stata così dannatamente crudele nei confronti di una creatura così pura ed innocente, ogni giorno, senza mai trovare un perchè.
Questa frase davvero infelice non fa altro che sminuire il dolore e il comportamento di una madre e di un padre ed è di una cattiveria intollerabile.


12. "Avresti dovuto..."

Sicuramente si possono adottare diverse accortezze, ma a meno che non siate dei medici professionisti, evitate consigli e critiche di sorta, soprattutto "a scoppio ritardato": servono a sentirsi migliori (e si tratta di banale e semplice egoismo misto a cattiveria) e non a rendere meno dolorosa la perdita. Non siete nessuno per giudicare.
Ci sono bambini che nascono sani, da mamme dipendenti da eroina.
Le casistiche in cui i bambini vengono miracolati sono tanti, ma ci sono anche tragedie che non vengono raccontate oltre a queste belle favole, piovute lì nel bel mezzo di una gravidanza che è stata meravigliosamente fisiologica fino ad un attimo fa. Anzi. Si ha la tendenza ad eclissare completamente l'argomento e non si parla dei rischi in cui si può andare incontro nè nel secondo, nè nel terzo trimestre di gravidanza. Ed è terribile che, semplicemente, queste cose "capitano" e lo fanno senza un plausibile perchè.


Mi scuso con tutti i genitori che hanno perso due o più gemelli per aver parlato di bambini sempre al singolare.

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Stringo forte tutti quei genitori che hanno perso un bambino,
la mamma di Viola


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